Cronaca

Operazione “Calabria Verde”, cinque arresti e 80 milioni distratti

CATANZARO – Ottanta milioni di euro vincolati alla prevenzione del dissesto idrogeologico utilizzati per il pagamento di stipendi e straordinari ai dipendenti: questa una delle ipotesi di reato che la Procura della Repubblica di Catanzaro contesta alle cinque persone destinatarie di provvedimenti restrittivi (due custodie cautelari in carcere, uno ai domiciliari, un obbligo di dimora e una interdizione), eseguiti dai militari del nucleo di polizia tributaria drel capoluogo, nell’ambito di un’inchiesta sul presunto utilizzo irregolare di fondi di “Calabria Verde”, l’azienda in house della Regione Calabria che si occupa di forestazione. I provvedimenti riguardano il direttore generale pro tempore, Paolo Furgiuele, finito in carcere; Alfredo Allevato, direttore del terzo settore aziendale, pure in carcere; Marco Mellace, direttore dell’economato, al quale sono stati concessi i domiciliari; Antonio Errigo, ex dirigente di segretaria, ora in pensione, interdetto dal pubblico servizio; Gennarino Magnone, consulente, per il quale è stato disposto l’obbligo di dimora. Gli illeciti riguarderebbero un progetto comunitario (Por – fondi europei di sviluppo regionale – 2007/2013). Ottanta dei 102 milioni di euro stanziati per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua e per i rischi frane del territorio regionale sarebberoi stati impiegati per fini differenti  rispetto a quelli previsti ed utilizzati per il pagamento in via stabile e continuativa degli stipendi ordinari e degli straordinari dei dipendenti dell’azienda. Una delle linee di azione comunitaria da cui provenivano i fondi riguarda azioni di rimozioni del rischio di esondazione dei corsi d’acqua attraverso interventi di ripristino della sezione idraulica e della funzionalità delle opere idrauliche in aree a rischio molto elevato o elevato all’interno del Piano di assetto idrogeologico (Pai) della Regione Calabria, mentre l’altra concerne gli interventi di mitigazione ed eliminazione dal rischio frane con la messa in sicurezza degli insediamenti urbani e delle infrastrutture strategiche in aree a rischio molto elevato o elevato all’interno del Pai.

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