“Forno Libero” fa tappa a Rende, andata e ritorno da Tropea: la Calabria della pizza gourmet in scena con Lorenzo Fortuna e Kalavrì

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Il cuore caldo della Calabria nel forno di Rende: un viaggio tra grani antichi, profumi e memoria

La sera del 23 ottobre, Rende ha respirato l’essenza più autentica della Calabria. Tra profumi che raccontano il mare e il sottobosco, tra impasti che parlano di mani, tempo e territorio, “Forno Libero” ha acceso ancora una volta la fiamma della creatività gastronomica, trasformando una semplice degustazione in un viaggio emozionale attraverso la cucina d’autore.

Dopo Tropea, con le creazioni di Fortuna, la tappa di Rende ha avuto come protagonista Michele Intrieri, pizzaiolo e consulente gastronomico, custode di un sapere antico che si rinnova ogni giorno. Il suo impasto al farro, frutto di 40 ore di maturazione, è diventato il filo conduttore di una narrazione che intreccia tradizione e sperimentazione, memoria e contemporaneità.

L’apertura è stata un piccolo colpo al cuore: un mini arancino alla ’nduja, che ha scaldato subito l’atmosfera e preparato i palati al racconto che stava per cominciare. Da lì, un crescendo di emozioni — come se ogni pizza fosse un capitolo di un romanzo scritto con farina e passione.

La “Saracena” ha evocato il profumo dei boschi, con il porro dolce che abbraccia le nocciole, il pecorino e il tartufo, un equilibrio perfetto tra rusticità e eleganza.
Poi la “Kalavrì”, omaggio alla terra di Spilinga, dove l’‘nduja incontra il pomodorino giallo e il basilico, in un’esplosione di colore e calore mediterraneo.
La “Viola”, invece, ha stupito per la sua delicatezza: salsiccia calabrese, cavolo viola e robiola di capra si sono fusi in un’armonia visiva e gustativa che racconta la parte più dolce e contemporanea della regione.

Non poteva mancare la “Focaccia Nera di Kala”, potente e profonda come la terra da cui nasce: avena, segale e semi che racchiudono il sapore autentico dei campi, farciti con pancetta di maialino nero, caciocavallo di Cimina e cicoria.
Infine, “I due pomodori” — un omaggio alla biodiversità calabrese — ha chiuso il cerchio con la semplicità più pura, quella che solo chi conosce davvero la materia prima sa trasformare in emozione.

Il finale, affidato ai panettoni artigianali di Fortuna, è stato un dolce abbraccio, una carezza che ha unito idealmente i due protagonisti di questo viaggio: Fortuna e Intrieri, due anime diverse ma affini, legate dal desiderio di raccontare la Calabria con linguaggi nuovi, sinceri, liberi.

“Forno Libero” non è solo un evento gastronomico. È una dichiarazione d’amore verso una terra che ha ancora tanto da dire e da offrire.
Da Tropea a Rende, la Calabria è diventata palcoscenico di un racconto fatto di gesti antichi e sguardi nuovi, dove ogni piatto è un ponte tra passato e futuro.

“Il forno è libero”. Libero di sognare, di osare, di restituire alla Calabria la sua voce autentica.
Un viaggio che non si conclude qui, ma continua, come un impasto che lievita lentamente, pronto a trasformarsi ancora in emozione.

Fiorenza Gonzales