di Valentina Garritano
Dalla medicina di precisione alla PMA, passando per l’Intelligenza Artificiale ed il microbiota: la due giorni di Cosenza traccia la nuova rotta della ricerca.
COSENZA – Non è stato soltanto un momento d’ incontro istituzionale o un’occasione per fare rete tra colleghi: le due giornate di Biologi-CA 2026 al Museo Multimediale di Cosenza hanno messo sul tavolo il presente ed il futuro della scienza italiana. Tra le relazioni dei massimi esperti del settore, i tavoli di studio e le lezioni dei docenti universitari, la sensazione condivisa è che la biologia stia vivendo una stagione di profondo rinnovamento, dove le competenze tradizionali si intrecciano a tecnologie una volta impensabili.

La riproduzione assistita e le insidie dell’ambiente
Il venerdì con la prima sessione ha puntato i riflettori su un tema delicatissimo: la fertilità e la tutela della vita nascente.
Ad aprire il confronto è stata Gina La Sala (IBBC-CNR di Monterotondo), ricordando come l’ambiente in cui viviamo e le tossine a cui siamo esposti ogni giorno condizionino da vicino la nostra capacità riproduttiva. Subito dopo, Valerio Pisaturo (Policlinico Umberto I di Roma) ha mostrato come si sono evoluti i laboratori di embriologia, dove rigore diagnostico e tecnologie di coltura avanzate permettono di aumentare i tassi di successo dei percorsi clinici.
Sui delicati equilibri tra ricerca istologica e quadro normativo è intervenuta la Prof.ssa Francesca Gioia Klinger (UniCamillus di Roma), mentre Gemma Paciotti (Ospedale Pertini di Roma) ha richiamato l’attenzione sulla gestione della qualità e sulla sicurezza del paziente, passaggi chiave nei centri di fecondazione assistita. A chiudere il quadro della PMA è stata Laura Sosa Fernandez (Centro Embryos), portando la testimonianza e le sfide concrete che le equipe mediche ed i biologi affrontano quotidianamente sul campo nei centri del territorio.
L’Intelligenza Artificiale entra nei laboratori molecolari
La giornata di sabato si è aperta con il coordinamento dei Dottori Ennio Avolio e Claudio Pecorella, responsabili scientifici dell’evento, introducendo uno degli argomenti più attesi: l’impatto della tecnologia nei laboratori.
A tracciare lo scenario è stato Federico Pio Fabrizio (Università “Kore” di Enna), spiegando come l’Intelligenza Artificiale stia cambiando il modo di fare biologia molecolare. Gli algoritmi di machine learning permettono oggi di elaborare enormi quantità di dati genetici in pochissimo tempo, aiutando i ricercatori a scovare marcatori tumorali ed a guidare la scelta delle terapie in maniera sempre più mirata.
Dalla salute del mare alla medicina di precisione
Il blocco centrale del mattino è stato moderato da Domenico Laurendi, Presidente dell’Ordine dei Biologi della Calabria, insieme a colleghi biologi come la Dott.ssa Rossella Lo Tufo, Biologa Nutrizionista.
Dopo la presentazione della Scuola Nazionale di Biologia Marina dello Stretto (tramite gli interventi di Antonio Mazzotta, Vicepresidente FIB, e Franco Andaloro, Direttore Scientifico Scuola Biologia Marina), si è parlato di tutela del mare e pesca sostenibile con il professor Silvestro Greco (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo) e Franco Andaloro (Presidenza del Consiglio), evidenziando come la salute delle acque sia il primo tassello per la tutela della nostra catena alimentare.
Tra i momenti più seguiti, la Lectio Magistralis del genetista Prof. Giuseppe Novelli (già Rettore a Tor Vergata). Novelli ha ricordato come l’Intelligenza Artificiale sia uno strumento straordinario ma che senza lo sguardo del biologo molecolare e l’analisi dettagliata del genoma non si possa fare una vera medicina su misura per il paziente.
Spazio poi al mondo invisibile che governa il nostro organismo, con la tavola rotonda guidata dalla giornalista Elena Severino e l’intervento di Daniela Pisanò (Ospedale “V. Fazzi” di Lecce). Al centro del dibattito, il microbiota intestinale ed il suo ruolo di “superorganismo” in grado di condizionare le nostre difese immunitarie ed il nostro stato generale di salute.
L’acqua come fonte di salute e prevenzione
L’ultimo lavoro si è chiuso sotto il segno dell’approccio One Health, ovvero l’idea che la salute umana non possa prescindere da quella dell’ambiente.
Introdotta da Francesca Portincasa (Biologa già rettrice AQP), la relazione del professor Marco Guida (Università Federico II di Napoli) si è concentrata sul valore dell’acqua potabile: risorsa preziosa che incide non solo sul benessere della pelle ma sul mantenimento dell’equilibrio metabolico.
La chiusura del 2026 per la partenza per il 2027
Tra l’assegnazione dei crediti ECM ed i test di apprendimento, l’evento di Cosenza archivia questa prima edizione di contributi scientifici di altissimo livello per prepararsi con entusiasmo al successivo Expo 2027.

