Live d’autore: Ermal Meta suona le prime, apprezzate, note dell’Estate Acrese 2026

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Ha le sonorità del pop autoriale e del rock melodico il primo live dell’Estate Acrese. Sul palco dell’Anfireatro Romano, Ermal Meta è il protagonista di una serata da “Stelle Cadenti” da incorniciare, fra le note inconfondibili dei primi due apprezzatissimi album (“A parte te”, “Vietato Morire”, “Ragazza Paradiso”, “Piccola Anima”) fino agli ultimi successi sanremesi (“Un milione di cose da dirti” e “Stella stellina”).

Picchi di classe, di una serata di grande qualità, l’Ermal Meta polistrumentista che suona la chitarra, prima, e, soprattutto il pianoforte, poi, ma anche “Umano” e “Volevo dirti”, quest’ultima cantata a squarciagola dai fedelissimi “Lupi di Ermal”, nel frattempo arrivati sotto al palco. Fra loro adolescenti, genitori, tanti mariti (un paio anche protagonisti di un allegro siparietto con il cantautore) e anche diversi nonni, accorsi in Via della Sila, anche dai comuni vicini, per ascoltare la voce inconfondibile, le sonorità uniche e la classe di Meta. Pubblico non numerosissimo (platea piena, meno la gradinata), ma assolutamente coinvolto: Ermal canta, i Lupi rispondono, lui suona, loro lo accompagnano fino alle ultime note, Ermal balla e scherza per un matrimonio un po’ rumoroso, nella vicina sala ricevimenti, la sua gente si diverte con lui.

Passa così in archivio la prima, riuscita, serata dell’Estate Acrese (R-Estate ad Acri), targata Alfredo De Luca e amministratore comunale. Note a margine: ci sarebbe piaciuto ascoltare in scaletta qualche brano in più dell’album “Umano” (“Gravita con me” e soprattutto “Odio le favole”), e vedere qualche smorfia in meno dei fan che a fine serata avrebbero voluto salutare ancora e condividere qualche momento con Meta, che pur tanto si è dato durante la performance.

Intanto ad Acri ci si prepara già per i prossimi concerti: domani sera, 12 agosto, in scena ci sarà Samurai Jay, mentre venerdì 14 sarà la volta di Raf.

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