Saldi in Calabria al via. Confcommercio: “2 famiglie su 5 pronte gli acquisti”. Le stime e tutto quello che c’è da sapere

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Saldi Confcommercio

Con l’avvio dei saldi estivi 2026, anche in Calabria si apre uno dei periodi più attesi dal commercio e dai consumatori. Secondo le elaborazioni del Centro Studi SDI Confcommercio, nella regione saranno oltre 300 mila le famiglie che effettueranno acquisti durante il periodo dei saldi (circa il 40% del totale delle famiglie), generando un volume di spesa stimato tra i 58 e i 65 milioni di euro.

La spesa media prevista si attesterà intorno ai 195 euro per famiglia e agli 88 euro per persona, valori che confermano la volontà dei consumatori di cogliere le opportunità offerte dalle promozioni di fine stagione, pur mantenendo un’attenzione crescente alla qualità e alla convenienza.

Più di due acquisti su tre saranno effettuati nei negozi fisici, a testimonianza del ruolo centrale del commercio di prossimità e delle attività presenti nei centri urbani e nelle località turistiche. L’abbigliamento e le calzature si confermano i comparti trainanti, rappresentando oltre la metà della spesa complessiva, seguiti dagli accessori, dagli articoli sportivi e dai prodotti legati al tempo libero e alla stagione estiva.

«I saldi rappresentano un momento importante sia per le famiglie sia per le imprese del commercio – dichiara il Direttore di Confcommercio Calabria, Maria Santagada –. In una fase caratterizzata da una particolare attenzione ai consumi, i cittadini ricercano convenienza, qualità e affidabilità, elementi che il commercio di vicinato continua a garantire attraverso professionalità, assistenza e rapporto diretto con il cliente.»

Secondo le stime elaborate da Confcommercio Calabria, la provincia di Cosenza concentrerà circa il 36% della spesa regionale, seguita da Reggio Calabria con il 28%, Catanzaro con il 18%, Crotone con il 10% e Vibo Valentia con l’8%.

Le località turistiche della regione potrebbero inoltre registrare incrementi delle vendite compresi tra il 10% e il 20% rispetto ai periodi ordinari, grazie all’aumento delle presenze durante la stagione estiva e all’apporto dei flussi turistici.

«Scegliere i negozi del territorio significa sostenere l’occupazione, mantenere vivi i centri cittadini e contribuire alla crescita delle economie locali – conclude Santagada –. I saldi rappresentano un’opportunità importante per le imprese commerciali e un’occasione per cittadini e turisti di valorizzare il tessuto economico del territorio, premiando il lavoro e la professionalità delle attività presenti nelle nostre città e nei nostri borghi.»

LE STIME DEI SALDI ESTIVI 2026 IN CALABRIA

  • Valore complessivo delle vendite: 58-65 milioni di euro.
  • Oltre 300 mila famiglie coinvolte.
  • Spesa media per famiglia: circa 195 euro.
  • Spesa media per persona: circa 88 euro.
  • Oltre il 65% degli acquisti sarà effettuato nei negozi fisici.
  • Abbigliamento e calzature rappresentano oltre il 50% della spesa complessiva.
  • Le aree turistiche potrebbero registrare incrementi delle vendite tra il 10% e il 20%.

PER IL CORRETTO ACQUISTO DEGLI ARTICOLI IN SALDO, CONFCOMMERCIO RICORDA ALCUNI PRINCIPI DI BASE:

1. Cambi

La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. A differenza degli acquisti nei negozi fisici, in quelli online è possibile restituire il prodotto o effettuare cambi entro 14 giorni dal ricevimento a prescindere dall’esistenza di un vizio.

2. Prova dei capi

Non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti

Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.

4. Prodotti in vendita

I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

5. Indicazione del prezzo

Obbligo di indicare il prezzo normale di vendita (tenendo conto anche della Direttiva Omnibus, recepita dal D.lgs 26/2023, in base alla quale va comunicato il prezzo più basso applicato alle generalità dei consumatori nei trenta giorni precedenti l’avvio dei saldi), lo sconto e il prezzo finale.

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