Cinema, emozioni e identità: il Magna Graecia Film Festival 2025 chiude in bellezza a Soverato

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Otto giorni di cinema, incontri, musica e territorio. Si è chiusa con grande successo la ventiduesima edizione del Magna Graecia Film Festival, che ha trasformato Soverato in un crocevia di linguaggi artistici, riflessioni sociali e talenti.

Ideata e diretta da Gianvito e Alessandro Casadonte, la rassegna ha acceso i riflettori sulle opere prime e seconde, cuore pulsante dell’evento, ma anche su temi urgenti come salute, politica, diritti, attraverso dibattiti, proiezioni e momenti di alta intensità culturale.

Il Magna Graecia Film Festival 2025 è stato un abbraccio lungo otto giorni, un intreccio vibrante di storie, volti, emozioni, che ha trasformato Soverato in un luogo sospeso dove il cinema si respira, si vive, si condivide.

Le serate si sono accese sotto il cielo calabrese con l’entusiasmo, la gioia e l’orgoglio di una terra che ha deciso di raccontarsi, senza filtri, attraverso il potere della settima arte.

Un’edizione ricca di emozioni, che si conferma volano di idee e progetti per la crescita culturale della Calabria.

Ogni serata del festival è stata un mosaico curato di cinema d’autore, incontri, musica dal vivo e ospiti di respiro internazionale. Un mix perfettamente armonizzato che ha incarnato lo spirito del Magna Graecia Film Festival: promuovere il nuovo cinema, dare voce all’impegno civile e offrire uno spettacolo accessibile a tutti, con l’eleganza di un evento gratuito e la forza di un’esperienza culturale condivisa.

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Il dato che accomuna ogni intervista o dichiarazione è lo stupore e l’ammirazione di tutti gli ospiti; la Calabria, vista da chi arriva per la prima volta, è una rivelazione, un colpo di fulmine. Tanti attori raccontano che in Calabria si sentono a casa, che il Festival regala un forte legame con la gente e con il territorio.

Kim Rossi Stuart ha terminato l’intervista con un affettuoso pensiero rivolto alla Calabria: «Quest’anno ho portato la mia famiglia in vacanza in Calabria e, non lo dico per facile consenso, penso che ci tornerò ogni anno. Ci sono posti in cui tutto è caotico, dove lo stress si sente ovunque e il turismo è diventato invadente. Qui, invece, ho trovato un’atmosfera autentica, rilassata e vi consiglio di preservarla».

Emozioni a fior di pelle per Rocio Munoz Morales, che ha offerto al pubblico un racconto delicato e sincero di sé stessa, parlando anche del rapporto che ha con la Calabria: «È una grandissima emozione tornare in Calabria. Mi sento a casa: giro con le mie bambine e mia mamma e trovo sempre gente bella e luoghi che mi sorprendono. Io amo la verità della Calabria. È una terra che mi arriva nuda, nel suo bello e nel suo brutto. Accoglie, non ha paura di essere sé stessa». 

E poi il grandioso Giancarlo Esposito, ospite d’onore internazionale, che nella conversazione d’autore con Silvia Bizio, ha raccontato la storia incredibile della sua vita, dispensando un consiglio di vita e di umanità alla platea: «Abbiate il coraggio di mettervi in gioco, senza avere paura di fallire. Puoi aspettare per comprendere dentro di te chi sei ma “Don’t wait to be great”». Visibilmente emozionato, Giancarlo Esposito è stato premiato sul palco con la Colonna d’oro del maestro G.B Spadafora e ha ringraziato il direttore artistico Gianvito Casadonte, rivolgendogli parole di stima e affetto sincero con i suoi calorosi ed esuberanti modi di fare. Casadonte gli ha poi fatto promettere di girare uno dei suoi prossimi film in Calabria, ricevendo dall’attore un’entusiasta risposta affermativa.

La serata finale del Magna Graecia Film Festival 2025 ha messo il sigillo a un’edizione densa di emozioni e contenuti, impreziosita dalla presenza carismatica di Serena Rossi. L’attrice e cantante è stata protagonista di un incontro coinvolgente, durante il quale ha condiviso riflessioni profonde sul valore della versatilità artistica, ancora troppo spesso incasellata in ruoli rigidi nel panorama italiano; “La musica è il mio primo amore, mi riempie. Quando ho iniziato mi chiedevano di scegliere, oggi rivendico la libertà di sperimentare e di essere un’artista completa”.

La Conversazione d’autore con Denise Capezza, attrice e madrina di questa edizione, ha offerto uno spaccato sincero e appassionato sul mestiere dell’interprete. Intervistata da Antonio Capellupo, Capezza ha riflettuto sulle insidie di una carriera che spesso rischia di limitare l’attore a ruoli stereotipati, legati esclusivamente all’aspetto fisico.

Tra le novità più gustose di questa edizione, ha fatto il suo debutto il Magna Graecia Food Feast, un format nato in collaborazione con la Regione Calabria, grazie al sostegno del Dipartimento Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione. Pensato come una vera e propria vetrina delle eccellenze del territorio, il Food Feast ha celebrato il meglio dell’agroalimentare calabrese, con particolare attenzione ai prodotti IGP e alle tipicità che raccontano, attraverso il gusto, la storia, la cultura e l’identità della Calabria.

Allestito nell’area lounge del festival, lo spazio ha accolto il meglio del food & beverage regionale, trasformandosi in un luogo di scoperta e condivisione.

Gli ospiti hanno potuto assaporare i prodotti del territorio, ma anche mettersi in gioco grazie ai momenti interattivi come la preparazione delle pizze nel forno a legna, guidati dal talento del pizzaiolo Daniele Aiello di Montepaone, che ha saputo coniugare tecnica e passione in ogni impasto.

Tra i momenti più toccanti dell’intero festival, durante la serata finale condotta da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini, è stato il ricordo del dottor Giovanni Scambia, eccellenza della medicina catanzarese, venuto a mancare prematuramente. Sul palco, tra silenzi commossi e applausi sinceri, sono salite la moglie, la sorella e la figlia per un tributo sentito e profondo.

Il direttore artistico Gianvito Casadonte ha voluto dedicare a lui l’intera edizione 2025, sottolineando il valore della sua testimonianza di vita: “Ciò che ha costruito vive ancora. Il suo esempio continua a guidare chi crede nella competenza, nell’umanità e nel servizio”.

Un ricordo che ha saputo unire il cinema alla vita, rendendo il festival non solo una rassegna culturale, ma anche un luogo in cui restare umani.

I riconoscimenti del Magna Graecia Film Festival non sono stati semplici premi, ma gesti di fiducia e gratitudine verso chi sceglie di raccontare il mondo con coraggio. Hanno premiato chi crea, chi rischia, chi nella penombra di una sala trova il modo di accendere la luce sulle verità più profonde.

A essere celebrati sono stati giovani registi, volti emergenti, storie che parlano di amore, fragilità, resistenza e speranza.

Di seguito l’elenco delle premiazioni dei film in concorso consegnati anche alla presenza istituzionale del presidente della Calabria Film Commission, Anton Giulio Grande, del sindaco di Soverato, Daniele Vacca, e del vicesindaco Lele Amoruso:
Miglior Opera Prima e Seconda Italiana  – Familia di Francesco Costabile; Miglior Regia – Gianluca Jodice per La Déluge; Menzione Speciale Opera Prima e Seconda Italiana – Nero di Giovanni Esposito; Miglior Sceneggiatura – Nonostante di Valerio Mastandrea e Enrico Audenino; Miglior Attore – Yuri Tuci per Vita da grandi; Miglior Attrice – Barbara Ronchi per Familia; Premio Giuseppe Petito – Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri; Miglior Documentario – No more trouble di Tommaso Romanelli; Miglior Opera Internazionale – Il Mohicano di Frédéric Farrucci; Menzione Speciale Opera Internazionale – Enric Auquer per Il maestro che promise il mare di Patricia Font.  Premiato sul palco come attore rivelazione anche il giovanissimo Andrea Arru, celebre per Diari e Il ragazzo dai pantaloni Rosa.

Fortuna Mazzeo