Di Valentina Garritano

Ad Aiello Calabro il Festival della Dieta Mediterranea propone un programma pensato per professionisti, famiglie, curiosi e visitatori, con attività aperte al pubblico, esperienze su prenotazione e momenti di formazione.
La Dieta Mediterranea si può studiare ma si può anche ascoltare, osservare, assaggiare e persino vivere attraverso un’esperienza immersiva.
È questo il filo conduttore del Festival della Dieta Mediterranea, che il 19 e 20 settembre trasformerà il centro storico di Aiello Calabro in uno spazio in cui scienza, cultura, territorio e partecipazione si incontreranno in un unico percorso.
Due giornate con una proposta volutamente ampia: il primo giorno dedicato soprattutto alla formazione ed all’approfondimento scientifico, il secondo costruito invece attorno alla partecipazione diretta ed alle esperienze sensoriali.
Il 19 settembre: una giornata per capire cosa significa nutrire la salute
Il primo appuntamento è al Teatro Comunale di Aiello Calabro, dove dalle 8.30 alle 17.30 si svolgerà il convegno nazionale ECM dal titolo “Dieta Mediterranea, invecchiamento e longevità – Nutrire la mente, vivere a lungo”.
Un’intera giornata dedicata al rapporto tra alimentazione, salute e processo di invecchiamento, con un’attenzione particolare alla longevità cognitiva.
Il programma scientifico attraversa infatti temi che riguardano da vicino una delle grandi sfide della società contemporanea: non soltanto vivere più a lungo, ma cercare di arrivare all’età avanzata mantenendo il più possibile salute e qualità della vita.
La prima parte del convegno porta l’attenzione sulla neurobiologia dell’invecchiamento, sulla prevenzione delle demenze, sugli stili di vita e sul ruolo che nutrizione e componenti bioattivi della Dieta Mediterranea possono avere nei processi legati alla salute cerebrale.
Il percorso prosegue entrando nel territorio delle neuroscienze cognitive, della genomica e dell’epigenetica, affrontando il rapporto tra alimentazione, ambiente, espressione genica e longevità.
Uno dei fili conduttori sarà proprio il cervello: dalla plasticità sinaptica alla riserva cognitiva, fino alla relazione tra socializzazione, stimoli sensoriali, nutrizione e capacità del sistema nervoso di mantenere nel tempo le proprie funzioni.
Il programma non si ferma alla mente; la seconda parte della giornata porta infatti il focus sull’intestino e sul microbiota, approfondendo il rapporto tra Dieta Mediterranea, barriera intestinale, infiammazione ed asse intestino-fegato-cervello.
Un passaggio che permette di guardare alla nutrizione in maniera sempre più integrata: ciò che mangiamo non riguarda soltanto il peso corporeo o l’apporto di nutrienti ma entra in relazione con sistemi biologici differenti e con il benessere complessivo dell’organismo.
A chiudere il percorso scientifico sarà invece il tema della geriatria e della fragilità, con un’attenzione alla prevenzione delle comorbidità, alla conservazione dell’autonomia ed all’applicazione pratica della nutrizione nella terza età.
Il convegno è accreditato ECM con 9 crediti formativi gratuiti ed è rivolto a diverse professioni sanitarie.
Quando il convegno lascia il posto al borgo
Dalle 17.30 il Festival cambia ritmo e si sposta dal Teatro Comunale alle strade ed alle piazze di Aiello. È qui che la Dieta Mediterranea torna ad essere soprattutto territorio.
Si potrà entrare nel Palazzo Cybo-Malaspina, eccezionalmente aperto per visite guidate dedicate al patrimonio storico e culturale del borgo.
In Piazza Plebiscito sarà invece possibile incontrare le produzioni locali attraverso un presidio dedicato alla biodiversità agroalimentare, alla filiera corta ed all’educazione nutrizionale.
Ci sarà anche il cibo, nella sua dimensione più conviviale, con un’area dedicata alla gastronomia mediterranea ed allo show cooking, dove materie prime locali e salute si incontreranno direttamente nel piatto.
Altra esperienza enogastronomica, diversa dal solito, pensata per mettere in discussione il modo abituale di percepire il cibo sarà “Ascoltare i sapori” attraverso la degustazione e cena al buio: circondati dall’oscurità, i partecipanti saranno guidati alla scoperta di profumi, sapori, consistenze e percezioni attraverso l’ascolto e la relazione. Un’esperienza inclusiva, condotta da camerieri e facilitatori non vedenti o ipovedenti. I posti saranno limitati e la partecipazione richiederà prenotazione.
Il 20 settembre la salute esce dalle sale e diventa esperienza
La seconda giornata avrà un’impostazione ancora diversa: dalle 18 il centro storico ospiterà il Villaggio della Salute, pensato come uno spazio aperto ed accessibile ad adulti, famiglie e bambini.
Cinque hub permetteranno di avvicinarsi alla prevenzione ed all’educazione alimentare in modo concreto e partecipativo.
Si potrà conoscere la propria composizione corporea attraverso la BIA, avvicinarsi alla lettura dei dati epidemiologici ed all’aderenza alla Dieta Mediterranea, sperimentare attività sulle spezie e sulla manipolazione creativa, esplorare il rapporto con il cibo attraverso il Mindful Eating e scoprire il mondo delle erbe e delle tisane.
Non sarà quindi necessario essere professionisti della salute per partecipare dato che il Villaggio è pensato proprio per trasformare concetti spesso percepiti come astratti (prevenzione, educazione alimentare, consapevolezza) in esperienze accessibili e comprensibili.
I sensi con pane, olio, vino e miele
Uno dei momenti più particolari della domenica saranno le Masterclass dei Sensi, ospitate nelle sale di Palazzo Cybo-Malaspina: quattro protagonisti della cultura alimentare mediterranea (pane, olio, vino e miele) diventeranno il punto di partenza per altrettante esperienze di degustazione e conoscenza.
Non una semplice degustazione ma un’occasione per imparare a riconoscere caratteristiche, profumi, consistenze e qualità attraverso l’analisi sensoriali.
Per il pane si parlerà di artigianalità, stagionatura e grani antichi.
Per l’olio sarà proposto un vero panel di assaggio dell’extravergine d’oliva, guidato secondo i criteri dell’analisi sensoriale professionale.
Il vino sarà protagonista di una degustazione tecnica, con un approfondimento anche sul resveratrolo.
Il miele permetterà di entrare nel rapporto tra analisi sensoriale e biodiversità, riscoprendo un prodotto strettamente legato al territorio nonché agli ecosistemi.
Le masterclass prevedono due turni da 30 minuti, con un massimo di 20 partecipanti per turno e prenotazione obbligatoria entro il 10 settembre.
A completare questa parte del programma ci sarà anche un laboratorio immersivo in realtà virtuale, dedicato al rapporto tra percezione, territorio ed esperienza.
Una domenica che si conclude nel cuore del borgo
Il Festival non terminerà però con le masterclass: alle 19 il pubblico potrà partecipare ad una degustazione diffusa di vini ed oli calabresi, trasformando ancora una volta il centro storico in un luogo di incontro tra produzioni, cultura e socialità.
Alle 19.30, il Festival si concluderà con un grande spettacolo multimediale.
La facciata di Palazzo Cybo-Malaspina diventerà uno schermo attraverso il quale il borgo verrà raccontato con video mapping 3D, musica, arpa laser, recitazione dal vivo e voci fuori campo.
Un finale che non sarà soltanto spettacolo ma l’ultima tappa di un racconto iniziato con la scienza ed arrivato, attraverso il territorio ed i sensi, alla comunità.
Non serve scegliere cosa vivere: il Festival è un percorso
È forse proprio questa la caratteristica più interessante delle due giornate. Si può arrivare ad Aiello per seguire il convegno scientifico, per approfondire il rapporto tra alimentazione e longevità, per partecipare al Villaggio della Salute o semplicemente per scoprire il borgo.
Si può scegliere una masterclass, visitare un palazzo storico, assistere ad uno show cooking, ascoltare musica tra i vicoli o lasciarsi guidare in una degustazione… oppure si può fare tutto questo insieme. L’obiettivo è costruire un’esperienza fatta di più livelli, in cui ognuno può trovare il proprio modo di entrare in contatto con il tema della salute e del patrimonio mediterraneo.
È, dunque, qui che la Dieta Mediterranea smette di essere soltanto un concetto da studiare e torna ad essere ciò che realmente rappresenta: un modo di vivere, conoscere e condividere il territorio.
