Dall’impasto al calice: l’abbinamento pizza-vino come nuova frontiera gastronomica

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Nella pizzeria di Vincenzo Fotia, a Siderno, una serata speciale con la giornalista e sommelier Antonella Amodio e lo chef stellato Riccardo Sculli.

Ha il sapore della Calabria e la forza della tradizione la pizza contemporanea “Calabria Food Tour” di Vincenzo Fotia. Un trancio che mette in mostra tecnica e ingredienti selezionati: la giornalista e sommelier Antonella Amodio lo ha scelto per il suo nuovo Atlante mondiale della pizza e del vino, “Calici & Spicchi”, volume che racconta il dialogo perfetto tra due simboli indiscussi del gusto italiano.

La presentazione del libro nella pizzeria di Vincenzo Fotia a Siderno, moderata dal giornalista Vincenzo Alvaro, ha trasformato la serata in un viaggio tra territorio, sapori e identità. I partecipanti hanno potuto scoprire come la pizza non sia più solo una pietanza, ma un’esperienza completa, in grado di valorizzare il vino, esaltare la biodiversità dei prodotti calabresi e trasmettere la passione artigiana del pizzaiolo.

Nato dall’esperienza di oltre cento pizzerie italiane e arricchito da una sezione internazionale che attraversa più di venti Paesi, il libro è un viaggio tra territori, aromi e tecniche. Ogni pagina è un ritratto dei protagonisti dell’arte bianca, della biodiversità che alimenta le loro creazioni e dell’evoluzione della pizza nel mondo.

L’abbinamento vino-pizza rappresenta un vero cambio di rotta nel modo di vivere e raccontare la pizza. Se per decenni la pizza è stata vista soprattutto come un piatto popolare, semplice e immediato, oggi l’evoluzione degli impasti, la cura degli ingredienti e la ricerca di combinazioni di gusto più complesse richiedono un approccio più consapevole. Il vino non è più un accompagnamento casuale, ma un partner che dialoga con la struttura dell’impasto, la sapidità dei condimenti e le sfumature aromatiche di ogni topping.

In questo contesto, il trancio di Fotia è un pezzo di Calabria, un racconto sensoriale che racconta l’identità di un territorio attraverso ingredienti, con la capacità di trasformare la tradizione in esperienza contemporanea, armonizzandosi con il vino come compagno di viaggio ideale.

La serata di presentazione, ospitata nella pizzeria di Siderno giovedi 19 febbraio, è stata molto più di un evento editoriale: è diventata una celebrazione del territorio, dell’artigianalità e di una carriera costruita con pazienza e passione.

Accanto a Fotia, lo chef stellato Riccardo Sculli ha collaborato alla realizzazione del menu, un percorso che ha attraversato i territori calabresi, tra impasti fragranti, prodotti locali e abbinamenti di vini selezionati dal master sommelier Guglielmo Gigliotti.

Il viaggio gastronomico è iniziato con la caprese di mare, una focaccia marinata con fonduta di bufala e gel al basilico, seguita dal padellino ai cereali con stracciata di bufala, misticanza, tartare di filetto podolico, caciocavallo e tartufo nero, entrambi accostati al Rivadiva di Ippolito 1845. Poi la pizza fritta e ripassata al forno al carbone vegetale, con crema di mandorla e polpo, ha trovato nel Greco Bianco di Cantine Lavorata l’abbinamento perfetto tra sapidità marina e tensione acida.

Il trancio di pala romana in versione sandwich, con provola affumicata al faggio, cime di rapa, porchetta artigianale e caciocavallo stagionato, ha raccontato la Calabria più intensa, fatta di contrasti e di profondità, fino al ritorno alla tradizione con la “rota ‘e carrett”, una pizza napoletana reinterpretata con San Marzano, pomodorino del Piennolo, provola affumicata e pepe nero macinato al tavolo.

Il momento clou della serata è stato il trancio “Calabria Food Tour” accompagnato dal Megonio di Librandi: crema di melanzana arrosto, fiordilatte, nduja di Spilinga, melanzana fritta e ricotta affumicata di Mammola si sono trasformati in un racconto di territorio e identità, esaltato da un vino che dialoga con l’impasto senza sovrastarlo.

In chiusura il gelato della gelateria Cesare di Reggio Calabria al passito con uva passa e piparella (biscotto secco tradizionale calabrese, originario in particolare dell’area dello Stretto di Messina) e la montanarina dolce con ricotta di bufala de Il Granatore, nocciola di Cardinale e cioccolato croccante, accompagnati dal Passito Greco Bianco di Cantine Lavorata, ha suggellato un percorso coerente e profondamente territoriale.

Fortuna Mazzeo