Il 16 giugno il Teatro Politeama di Catanzaro ospita il nuovo progetto artistico della Maison d’Art: una staffetta tra classico, contemporaneo e pop per raccontare il tempo attraverso l’astrazione visiva.
Ci sono momenti in cui la danza smette di essere pura esecuzione tecnica per farsi racconto, filosofia, biografia in movimento. È questo lo spirito profondo che anima il progetto scenico della Maison d’Art di Catanzaro, una delle realtà coreutiche più prestigiose e radicate del Mezzogiorno. Quello che va in scena sul palcoscenico non è un semplice saggio di fine anno, bensì un’opera totale e complessa, concepita come un vero e proprio manifesto artistico e culturale, che celebra una storia di dedizione assoluta all’arte del movimento.
Il cuore pulsante dello spettacolo risiede nella sua struttura narrativa, concepita come un sofisticato viaggio intorno alla danza. Per gli allievi più esperti della scuola, questo appuntamento rappresenta un passaggio evolutivo cruciale, un rito di passaggio artistico in cui il danzatore è chiamato a spogliarsi della sola tecnica per farsi narratore, traducendo in coreografia un vero e proprio percorso di vita interiore.
L’intelaiatura drammaturgica si sviluppa attraverso una trilogia di percorsi: l’esplorazione e il superamento delle barriere culturali e temporali. Gli spettatori vengono guidati in un’affascinante transizione attraverso tre macro-correnti: il Balletto Classico: il punto di partenza imprescindibile, dove il rigore geometrico, l’eleganza formale e la tradizione secolare accolgono il corpo dei ballerini in una dimensione di purezza assoluta; la Danza Contemporanea: lo snodo centrale in cui le regole si frammentano per dare spazio alla libertà espressiva, all’indagine psicologica e alla forza viscerale del gesto che interroga la modernità; la Corrente Pop: l’evoluzione identitaria e avanguardistica specifica della scuola, un linguaggio energico, urbano e fortemente comunicativo, capace di sintonizzarsi con le frequenze della società contemporanea e dei più giovani.
Questa commistione di stili riflette la complessità del mondo odierno, offrendo al pubblico una panoramica completa di come il corpo umano possa farsi interprete della storia e del tempo.


Sotto la guida dei direttori Francesco Piro e Irma Opipari, la Maison d’Art si distingue come un centro d’eccellenza e una fucina di talenti di respiro internazionale. La filosofia della scuola punta tutto su una formazione professionale precoce e di altissimo profilo. È proprio la capacità di accompagnare i bambini dai primi passi fino al professionismo, trasformando il divertimento in dedizione, a rendere questa struttura una realtà solida e stimata non solo in territorio calabrese, ma in tutto il mondo.
Una delle cifre stilistiche più evidenti della scuola risiede proprio nella concezione stessa delle sue produzioni. Gli appuntamenti della Maison d’Art non sono mai dei saggi di danza convenzionali, ma si pongono sin da subito in una dimensione più elevata. Ogni performance supera la classica sfilata accademica di fine anno per trasformarsi in uno spettacolo teatrale a tutto tondo. Regia, drammaturgia coreografica, disegno luci e narrazione si fondono per dare vita a una vera e propria opera scenica, capace di coinvolgere e rapire il pubblico esattamente come le grandi produzioni dei teatri di repertorio.
La Maison d’Art riconosce da sempre alle fotografie e ai video un valore che va ben oltre la semplice documentazione o il ricordo d’archivio. In questo spettacolo, l’elemento visivo si fa drammaturgia.
Grazie alla stretta collaborazione con la fotografa Simona Gangale, l’impatto scenico dello show viene letteralmente amplificato. I suoi scatti fotografici e le proiezioni video non fanno da mero sfondo, ma dialogano attivamente con i corpi dei danzatori e con le geometrie delle coreografie. In molti passaggi dello spettacolo, l’interazione tra luce, immagini e carne si spinge verso i territori dell’astrazione visiva: l’obiettivo della fotografa cattura e fonde i corpi dei ragazzi con le proiezioni, amplificando i concetti espressi dal movimento e trasformando l’esperienza coreutica in un’emozione sensoriale a trecentosessanta gradi.
Lo spettacolo della Maison d’Art del 16 Giugno al Teatro Politeama si conferma come un evento imperdibile per la città di Catanzaro e per l’intera regione: un momento di altissimo profilo artistico che dimostra come la danza, quando supportata da una solida visione pedagogica e da un costante desiderio di innovazione, sia lo strumento più potente per raccontare chi siamo, da dove veniamo e verso quali orizzonti stiamo volando.
Fortuna Mazzeo
